Rientro a scuola a settembre per insegnanti

Rientro a scuola a settembre: come ripartire senza sentirsi già stanchi

Settembre si avvicina e, per molti insegnanti, il pensiero di tornare a scuola porta con sé emozioni diverse. C’è chi sente entusiasmo, chi curiosità, ma anche chi avverte già quella sottile stanchezza che sembrava essersi allontanata durante l’estate.

Il rientro a scuola a settembre non è soltanto il ritorno in aula. Significa ritrovare orari, riunioni, collegi, programmazioni, relazioni con colleghi e famiglie e, soprattutto, tornare ad avere davanti bambini e ragazzi che chiedono presenza, attenzione ed energia.

Ma c’è una domanda che raramente un insegnante si concede prima di ricominciare:

“Come sto tornando io a scuola?”

“Il rientro a scuola a settembre non deve essere soltanto il momento in cui prepariamo programmi, materiali e attività.” Può diventare anche l’occasione per scegliere come vogliamo stare dentro il nuovo anno scolastico.

Perché ripartire non significa necessariamente ricominciare da dove avevamo lasciato.

A volte significa ripartire da sé.

Il rientro a scuola a settembre comincia prima del primo giorno

Il rientro a scuola a settembre porta con sé emozioni diverse per ogni insegnante. Il rientro non comincia quando suona la prima campanella.
Comincia nei giorni precedenti, quando iniziamo a immaginare ciò che ci aspetta.

Per molti insegnanti settembre porta con sé una strana mescolanza: il desiderio di ritrovare studenti e colleghi, la curiosità per un nuovo anno e, allo stesso tempo, quella sensazione di fatica che sembra riaffacciarsi ancora prima di essere tornati davvero a scuola.

E proprio qui possiamo fare qualcosa di diverso.

Invece di chiederci soltanto “Cosa devo preparare?”, possiamo aggiungere una seconda domanda:

“Come voglio stare, quest’anno, mentre insegno?”

Perché possiamo avere programmi perfetti, materiali pronti e agende organizzate. Ma se torniamo a scuola già con il fiato corto, rischiamo di consumare in poche settimane l’energia recuperata durante l’estate.

Preparare il nuovo anno scolastico significa allora anche preparare noi stessi.

5 modi per affrontare il rientro a scuola a settembre con più leggerezza

1. Non cercare di partire già al massimo

Uno degli errori più comuni al rientro è pensare di dover essere immediatamente efficienti, organizzati e pieni di energia.

Ma settembre non è una gara di velocità.

Concediti qualche giorno per ritrovare il tuo ritmo. Osserva come stai, ascolta le tue energie e prova a distinguere ciò che è davvero importante da ciò che può aspettare.

Non devi dimostrare di essere già pronto a tutto.

A volte iniziare bene significa semplicemente iniziare con un passo sostenibile.

2. Crea un piccolo rituale prima di entrare a scuola

Bastano pochi minuti per cambiare il modo in cui entri nella tua giornata.

Prima di varcare la porta della scuola, prova a fermarti un momento. Respira lentamente, senti i piedi appoggiati a terra e porta l’attenzione a ciò che stai vivendo.

Puoi accompagnare questo momento con una domanda molto semplice:

“Come scelgo di entrare oggi a scuola?”

Non possiamo controllare tutto ciò che incontreremo: imprevisti, riunioni, richieste, tensioni o giornate particolarmente impegnative. Possiamo però allenarci a scegliere come presentarci a ciò che accade.

Anche trenta secondi di respiro consapevole possono diventare un piccolo confine tra la fretta del “devo fare” e la presenza del “eccomi, ci sono”.

3. Non aspettare di stare bene per sorridere

Siamo abituati a pensare che il sorriso arrivi quando qualcosa ci rende felici. Ma possiamo anche percorrere la strada al contrario.

Possiamo scegliere intenzionalmente di portare un po’ di leggerezza nel corpo, nel respiro e nel modo in cui entriamo in relazione con gli altri.

Non significa fingere che vada tutto bene o nascondere la fatica.

Significa ricordarci che il nostro stato d’animo non deve essere determinato soltanto da ciò che accade intorno a noi.

Prova, prima di iniziare la giornata, a concederti trenta secondi di sorriso intenzionale. Anche senza un motivo particolare. Osserva semplicemente cosa succede al corpo, al respiro e ai pensieri.

Può sembrare un gesto piccolo. Ma la leggerezza, proprio come molte altre capacità, si può allenare.

4. Proteggi la tua energia, non soltanto il tuo tempo

Quando ricomincia la scuola, l’agenda torna rapidamente a riempirsi. Riunioni, programmazione, messaggi, impegni e richieste sembrano contendersi ogni spazio disponibile.

Ma non tutto ciò che occupa tempo consuma la stessa quantità di energia.

Ci sono conversazioni che ci alleggeriscono e altre che ci lasciano svuotati. Situazioni sulle quali possiamo intervenire e altre che continuiamo a portarci dietro anche quando siamo tornati a casa.

Proteggere la propria energia significa imparare anche a domandarsi:

“Questa cosa merita davvero tutta l’energia che le sto dando?”

Non significa diventare indifferenti o sottrarsi alle proprie responsabilità. Significa imparare a mettere qualche confine, a lasciare andare ciò che non possiamo controllare e a non consegnare ogni parte di noi al lavoro.

Perché prendersi cura del proprio benessere non significa essere insegnanti meno disponibili. Significa cercare di essere presenti senza arrivare, giorno dopo giorno, a svuotarsi.

5. Non ripartire soltanto dalla scuola. Riparti da te

A settembre siamo abituati a concentrarci su ciò che deve ripartire: la scuola, le lezioni, i progetti, le attività, le relazioni con le classi.

Ma c’è una ripartenza di cui si parla molto meno: la nostra.

Prima di chiederti che insegnante vuoi essere quest’anno, prova a domandarti che persona vuoi essere mentre insegni.

Di cosa hai bisogno per sentirti più presente?

Cosa vorresti portare con te dell’estate appena trascorsa?

E cosa, invece, non vuoi più trascinare nel nuovo anno scolastico?

Forse una tensione che ti accompagna da troppo tempo. Un bisogno continuo di fare tutto bene. La difficoltà a dire qualche no. Oppure l’abitudine a mettere sempre te stesso alla fine della lista.

Ripartire da sé non significa mettere da parte gli altri.

Significa riconoscere che anche chi ogni giorno educa, accompagna, ascolta e si prende cura ha bisogno di uno spazio nel quale tornare a incontrare se stesso.

E forse il nuovo anno scolastico può iniziare proprio da qui.

Non da una promessa di fare di più.

Ma dalla scelta di esserci diversamente.

Una domanda da portare con te a settembre

Prima che settembre torni a riempirsi di orari, impegni, riunioni e responsabilità, prova a concederti ancora qualche minuto.

Non per organizzare qualcosa.

Non per prepararti meglio.

Semplicemente per ascoltarti.

E prova a portarti questa domanda:

“Come voglio stare a scuola quest’anno?”

Non “cosa devo fare”.

Non “quanto devo riuscire a fare”.

Ma come voglio stare.

Più presente? Più leggero? Più centrato? Più capace di mettere confini? Più disponibile ad ascoltarti?

Non serve avere subito una risposta.

Può bastare cominciare il nuovo anno scolastico ricordando che, insieme agli studenti, ai programmi e agli obiettivi, dentro quella scuola ci sei anche tu.

Da anni il mio lavoro parte proprio da questa convinzione: possiamo allenare presenza, leggerezza e Gioia senza aspettare che tutto intorno a noi diventi più semplice.

È anche il principio che attraversa il mio Metodo, nato dall’incontro tra esperienza educativa, movimento, respiro, gioco, ascolto e Yoga della Risata.

Perché forse il vero obiettivo non è imparare a sopportare meglio un altro anno scolastico.

È imparare, poco alla volta, a non perdere noi stessi mentre lo viviamo.

Buon rientro a scuola a settembre.

E, soprattutto, buon ritorno a te.

Paolo Ricci
Maestro di Gioia

Se senti che quest’anno vuoi tornare a scuola in modo diverso, senza lasciare ancora una volta te stesso all’ultimo posto, puoi fare un primo passo da qui.

Joy for School è il percorso che ho creato per gli insegnanti che desiderano ritrovare energia, centratura e leggerezza nel proprio lavoro a scuola.

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *